Magnetoterapia

Fin dall’antichità sono noti gli effetti dei campi magnetici naturali ed altrettanto antichi sono i tentativi empirici di usarli in medicina. Oggi la magnetoterapia utilizza a scopo terapeutico campi elettromagnetici.

L’effetto fondamentale esercitato dai campi magnetici aventi particolari caratteristiche d’intensità, frequenza, durata dei singoli impulsi e modalità di erogazione sui tessuti lesionati è quello di determinare la rimozione del potenziale di lesione e il conseguente riequilibrio dei potenziali elettrici della membrana.

Essa viene utilizzata nell’osteoporosi, nei ritardi di consolidazione delle fratture, nelle pseudoartrosi in affezioni con perdita di sostanza e negli esiti dolorosi di traumi muscolari, tendinei ed articolari, per reumatismi degenerativi ed infiammatori, nella fibromialgia.

Le controindicazioni assolute possono essere ridotte ai portatori di pace-maker, allo stato di gravidanza; per somma prudenza se ne sconsiglia l’uso in pazienti con patologie neoplastiche negli stati emorragici e trombosici in atto. Il tempo delle applicazioni non deve essere inferiore ai 30 minuti e deve essere eseguita per minimo dieci-venti giorni consecutivi.

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